La narrazione: necessità, opportunità, desiderio

27.03.2018

Ho preso a prestito questo titolo da un interessantissimo libro del professor Giuseppe Fabiano, "Nel segno di Andrea Camilleri - Dalla narrazione psicologica alla psicopatologia", una lettura che consiglio agli operatori della relazione d'aiuto ma anche agli amanti del grande scrittore siciliano.

Attraverso l'analisi narrativa di questo amatissimo scrittore, il professor Fabiano ci accompagna nella scoperta di personaggi, dialoghi e descrizioni "che consentono di cogliere elementi teorici appartenenti alle varie specializzazioni della scienza psicologica e di tradurli in rappresentazioni mentali molto vicine al vero".

Nel definire la narrazione un'esigenza assoluta (necessità), un'occasione (opportunità) e anche l'aspirazione a soddisfare un bisogno o un piacere (desiderio), l'autore ci offre la possibilità di riflettere sull'importanza della narrazione. Perché il raccontarsi, sia attraverso il dialogo interno sia attraverso la relazione con gli altri, è una delle caratteristiche umane fondamentali, e nel narrare i fatti prendiamo consapevolezza di ciò che, forse, facciamo abitualmente senza rifletterci troppo. 

La narrazione attiva due diversi livelli: da una parte l'individuo si confronta con se stesso e con i suoi pensieri, e dall'altra tenta di rintracciare i suoi dialoghi interni del passato. Ed è così che la rievocazione narrativa e il dialogo interno consentono di ripercorrere le diverse fasi del ciclo vitale e di cogliere l'originalità della propria storia personale, componendo quel "romanzo individuale" che consente di cogliere il vero senso della propria storia.

Ma perché questo romanzo individuale possa essere davvero utile ed efficace per una reale conoscenza della persona, sarà necessario aggiungere la componente emotiva, il vissuto soggettivo, o meglio il ricordo del vissuto soggettivo. Bisognerà quindi dare spazio alle emozioni, accompagnando l'individuo nel processo di riconoscimento delle diverse sfumature emotive che hanno caratterizzato le diverse fasi del ciclo evolutivo.

Del resto, come ha detto il grande Gabriel García Marquez "La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla".